Il Povero Taglialegna e la Povera Taglialegna avevano perso un figlio e non potevano più averne. Fino al giorno in cui la donna, pregando il Dio del treno che passava attraverso i campi, trovò nella neve una neonata avvolta in un telo intessuto anche con fili d'oro. Era la più preziosa delle merci di quel convoglio: gettata fuori dal padre affinché si salvasse.
Hazanavicius ci ricorda, facendo uso dell'animazione, che il tarlo della disumanità è sempre in agguato ma può trovare l'opposizione di anticorpi...
Il film racconta la Shoah come una fiaba nera e poetica, con un’animazione di grande intensità visiva ed emotiva.